I letterati di oggi hanno gli stessi vizi di quelli del passato. Convinti di avere qualità superiori agli altri, sono affetti da ambizione, superbia, alterigia e invidia. Per avere successo sono profondamente ipocriti e visti con sospetto dalla gente perché predicano bene e razzolano male.
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Per avere onori e prebende hanno bisogno di mettersi sotto la protezione di un principe che, con la falsa coscienza, lodano e ne giustificano le azioni. Sempre alla ricerca di gloria, non si accontentano di quella terrena e pensano di diventare immortali con le loro opere, ma è mera illusione perché il tempo divora e distrugge tutto.