Nel corso del ventennio fascista la donna è tesa fra spinte alla modernizzazione e restrizioni autoritarie, tra antiche repressioni e nuove opportunità culturali e sociali.
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Come si inserisce il cinema in questa dialettica? La risposta emerge a partire da materiali generalmente trascurati, i cosiddetti ephemera, documenti legati alla vita quotidiana come i diari, gli album di ritagli, le lettere inviate alle rubriche di posta dei periodici cinematografici o alle dive dell'epoca. Il volume, frutto di una ricerca originale, ha portato alla luce archivi personali di dive e figure anonime.
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VIAFA@BELLUNO Fondazione Giovanni Angelini Centro Studi sulla Montagna
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