Le società contemporanee attraversano una fase di radicale trasformazione, in cui i processi di globalizzazione hanno profondamente minato le strutture sociali tradizionali, generando crescente instabilità, tensioni e conflitti.
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A ciò si aggiunge la rivoluzione informatica e tecnologica che ha modificato profondamente le modalità d’interazione sociale e la costruzione dell’identità, polverizzando la densità relazionale e generando nuove forme di anomia e frammentazione del sé. Quando la struttura sociale si dimostra incapace di rispondere ai bisogni e ai desideri delle persone, si produce isolamento, frustrazione e conflittualità, con il rischio che si attivino crisi “mimetiche” potenzialmente distruttive. In questa prospettiva il migrante, incarnando perfettamente la distinzione dicotomica tra interno ed esterno, identità e alterità, normalità e patologia, diventa, così, l’oggetto sociale, liminale, su cui proiettare rabbia, rancore e violenza, in grado col proprio “sacrificio” di garantire la sopravvivenza della comunità e della struttura sociale.
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VIAAB@BELLUNO Biblioteca delle migrazioni 'Dino Buzzati'
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