Quando un amore finisce, non perdiamo solo la persona che avevamo accanto: si dissolve il futuro immaginato insieme, cambiano le abitudini e vacilla il modo in cui avevamo imparato a riconoscerci dentro la relazione. E allora ci chiediamo cosa sia accaduto, come quel rapporto ci abbia trasformati, cosa rimanga davvero in noi una volta che il legame si spezza.
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In queste pagine, Ombretta Cecchini sceglie Arianna come guida per attraversare lo smarrimento della separazione. Ripercorrendo il suo cammino dal labirinto all'isola di Nasso, l'autrice mette in dialogo Catullo, Plutarco, Ovidio e Apollodoro, che raccontano quattro modi diversi di amare e di perdersi: l'amore totalizzante, quello sbilanciato, quello sospeso nell'attesa e quello vissuto come una chiamata. Ma il mito di Arianna non si conclude con Teseo che si allontana. È proprio lì, quando il futuro immaginato sembra perduto, che comincia un'altra parte della sua storia, ed è da quella riva che il libro guarda al tempo che segue l'addio: quello in cui il domani non ha ancora un volto, la mente torna al passato e la separazione rivela le sue molte perdite – il partner, i progetti condivisi, l'identità costruita nel rapporto e il significato attribuito alla storia. Attraverso esperienze reali e momenti di autoriflessione, l'autrice ci accompagna a comprendere come possano rinascere il desiderio e la fiducia e come ciò che una relazione ci ha lasciato possa continuare a vivere in noi, diventando parte del modo in cui ci prenderemo cura di noi stessi, dell'amore e dei legami che verranno.
Scheda
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Monografia
Descrizione
Il *filo di Arianna. Cosa rimane quando un amore finisce Sonzogno, 13/10/2026