Dalle isole Andaman e Nicobar devastate dallo tsunami del 2004 al Kashmir lacerato dal conflitto, dall’Afghanistan e dal Medio Oriente della «guerra infinita» alle «tentazioni imperiali» dell’Occidente dopo l’11 settembre, Ghosh compone un mosaico dei tumulti che hanno segnato la fine del Novecento e l’inizio del nuovo secolo.
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Nei suoi viaggi è salito su una vetta ghiacciata al confine conteso tra India e Pakistan, ha intervistato la cognata di Pol Pot in Cambogia, ha condiviso l’euforia degli egiziani quando Nagib Mahfouz vinse il Premio Nobel e ha sostenuto i suoi vicini sikh minacciati durante i disordini seguiti all’assassinio di Indira Gandhi. In ciascuno di questi scenari, lo sguardo del narratore e quello del testimone si fondono, mentre la scrittura si interroga sul proprio potere e sulla propria responsabilità: cosa significa, oggi, scrivere in un mondo che brucia? Con la grazia del romanziere e la precisione dell’antropologo, Ghosh ci consegna una lezione urgente e radicale: anche nei tempi piú bui la cura del linguaggio resta la prima forma di resistenza.
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*Circostanze incendiarie. Cronaca del mondo che viene EINAUDI, 19/02/2026